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Best European Radio Documentary

L’audio documentario “The Upside Down” (titolo originale Il Sottosopra)
di Gianluca Stazi e Giuseppe Casu, in collaborazione con i minatori del Sulcis-Iglesiente,
a cura di Daria Corrias e Fabiana Carobolante per Tre Soldi – Radio3 Rai,
ha vinto il PRIX EUROPA 2018 come Best European Radio Documentary.

Si tratta della maggiore competizione europea per Tv, Radio, Web. Non era mai accaduto, nei 31 anni del Premio, a un programma di Radio Rai e non era mai successo che lo stesso progetto vincesse l’internazionale Prix Italia, assegnato a Capri il 28 settembre scorso, e il Prix Europa, assegnato a Berlino il 19 ottobre scorso.

Questa la motivazione che la giuria del Prix Europa ha dato nell’aggiudicare la vittoria al documentario:

“Ten years of work produced this timeless story, about the dignity and spirituality of work.
Patiently, it leads us deep into the recesses of the natural world and the human soul.
We heard a real musical experience composed of natural sounds and peoples’ memories, all told with great tenderness.
The documentary turned our preconceptions of this typical social subject upside down with its sense of humanity and poetry.  
It was a big story from a hole in the mountain.”

Il Sottosopra
Regia: Gianluca Stazi e Giuseppe Casu
Suono: Gianluca Stazi
Commissioning editor: Daria Corrias e Fabiana Carobolante per Tre Soldi – Radio3 Rai
Produzione: Tratti Documentari
Coproduzione: Rai Radio3

Anno di produzione: 2018
Data messa in onda: 30/4/2018
Lingua: Italiano

Durata: 45′

1930-2018

Manlio Massole, maestro, minatore, scrittore, poeta, compagno.
Incontrarti è stato immenso.
abruxia

Prix Italia 2018

L’audio documentario “Il Sottosopra
di Gianluca Stazi e Giuseppe Casu, in collaborazione con i minatori del Sulcis-Iglesiente,
a cura di Daria Corrias e Fabiana Carobolante per Tre Soldi – Radio3 Rai,
ha vinto il 70° PRIX ITALIA 2018 nella categoria Radio Documentary e Reportage.

Questa la motivazione che la giuria del Prix Italia composta da Caroline Jamet (CBC/SRC, Canada), Perrine Kervran (Radio France, Francia), Jens Jarisch (ARD, Germania), Hakan Engström (Sveriges Radio, Svezia), e guidata da Sara Jane Hall (BBC, Regno Unito), ha dato nell’aggiudicare la vittoria al documentario:

“Un brano radiofonico quasi scolpito con un uso radicale degli effetti e di voci solitamente inascoltate. L’ascoltatore si sente calamitato dalla luce all’oscurità di una miniera e in uno stallo esplosivo. Un’osservazione eloquente, persino un microcosmo di un mondo in mutazione, di una bellezza dissotterrata, di un’evocazione e di un passato di cameratismo, che echeggia gli spazi vuoti rimasti tra le montagne”.

La Rai non vinceva questo prestigioso nella categoria Documentari dal 1964, dallo sperimentale “60 decibel per il sig. Adamo” di Carlo Bonciani e Danilo Colombo, preceduto nel 1958 da “Clausura” di Sergio Zavoli. Si tratta di una categoria molto competitiva sul piano internazionale, dove si investe moltissimo sul linguaggio documentaristico: quest’anno erano stati selezionati oltre 40 lavori provenienti da tutto il mondo.

Il Sottosopra
Regia: Gianluca Stazi e Giuseppe Casu
Suono: Gianluca Stazi
Commissioning editor: Daria Corrias e Fabiana Carobolante per Tre Soldi – Radio3 Rai
Produzione: Tratti Documentari
Coproduzione: Rai Radio3

Anno di produzione: 2018
Data messa in onda: 30/4/2018
Lingua: Italiano

Durata: 44’ 44’’

Prix Europa 2018

Minatori e amici,
l’audio documentario ”Il Sottosopra”,
profondo spaccato della storia recente, della memoria e del cuore dei minatori sardi,
VA A BERLINO
a rappresentare l’Italia al PRIX EUROPA (13-19 ottobre).

Alla prestigiosa competizione partecipano le migliori produzioni media dell’anno.
“Il sottosopra” (titolo inglese “The Upside Down”)
è uno dei 29 finalisti della sezione “RADIO DOCUMENTARI”.

Siamo felici che si parli di voi anche lassù, “l’importante è non dimenticare”.

Gianluca e Giuseppe

VINCITORI BLOGGER CONTEST.2017

Il tema dell’edizione 2017 del Blogger Contest è stato “Liberi di sbagliare”.
Una storia da leggere o da ascoltare per raccontare che cos’è quella che Primo Levi, nel celebre racconto “Ferro”, descrisse come “la carne dell’orso”. Qualcosa che ha che fare con l’errore, con la rivendicazione della libertà al livello più alto, la libertà di sbagliare.

Con l’Associazione Tratti Documentari non abbiamo avuto dubbi su quale storia proporre: l’esplosiva occupazione della miniera di San Giovanni a Iglesias.

A cura di Gianluca Stazi per Tratti Documentari
Voci e memorie di Manlio Massole e Silvestro Papinuto
Musica: Difondo

è andata bene…

VINCITORI E PREMIATI DEL BLOGGER CONTEST.2017

1 posto / Gianluca Stazi – Tratti Documentari / LA VOLTA ARMATA

L’audiostoria di Gianluca Stazi si caratterizza per un’elevata qualità compositiva, originalità e raffinatezza registica. È accompagnata da fotografie di buona qualità che hanno un’importante coerenza narrativa e valore documentale. Inoltre il sito di riferimento (tratti.org) dell’autore propone in modo chiaro numerosi contenuti di diverso tipo e formato ed è aggiornato regolarmente. Per quanto riguarda le caratteristiche specifiche dell’audiostoria: “La volta armata” presenta un intreccio del racconto in cui il dialogo tra interviste, materiale di repertorio, suoni d’ambiente e musica è realizzato con grande maestria ed equilibrio, senza stonature. L’utilizzo, nella composizione narrativa, di voci registrate (interviste) come asse portante del racconto rispetta l’idea di una grammatica sonora di fondo in cui gli elementi diversi si uniscono in modo armonioso e non forzato. La qualità estetica rispetta inoltre la linea narrativa e la forza del racconto in cui il tema del contest ‘Liberi di sbagliare’ è sviluppato in modo coerente. Nel racconto dell’occupazione della miniera di San Giovanni a Iglesias emergono il rischio, la sofferenza, le debolezze, il coraggio di agire al di là di regole e conformismi, oltre percorsi tracciati, e con dignità al di là degli sberleffi: un’interpretazione originale del tema, che narra dell’esperienza reale di uomini che non percorrono le vette delle montagne ma lavorano nelle viscere della terra, hanno un rapporto diretto con il territorio, con la forza della natura e forse anche per questo hanno deciso di sfidare le regole a costo di sbagliare.
Pemiato da PALARONDA TREK, SALEWA e DEVOLD.

http://bc2017.altitudini.it/vincitori-premiati-del-blogger-contest-2017/

Raccontami una storia

Il 20 dicembre alle 17 presso la Sala Ragazzi della Biblioteca Comunale di Tivoli Maria Coccanari Fornari inizierà una rassegna di incontri dedicati alla Narrazione di Fiabe.
Gli appuntamenti, che avranno una cadenza quindicinale (primo e terzo mercoledì del mese), si rivolgono alle bambine e ai bambini dai 3 ai 7 anni accompagnati dai genitori.

La rassegna “Raccontami una storia” è a cura dell’Associazione Culturale Tratti Documentari ed è patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Tivoli.

Per ulteriori informazioni: tratti.org/fiabe/

La volta armata

“Quello non fu uno sciopero normale come tanti prima di allora, era stata rivolta…”

Da anni l’associazione Tratti Documentari percorre il territorio del Sulcis Iglesiente, per ascoltare e conoscere le storie della gente di miniera. Sono testimonianze di lotta, amore, rabbia, scelte, dignità, appartenenza.
Raccogliendo l’invito di Altitudini.it a raccontare “qualcosa che ha che fare con l’errore, con la rivendicazione della libertà al livello più alto, la libertà di sbagliare”, non abbiamo avuto dubbi su quale storia proporre: l’esplosiva occupazione della miniera di San Giovanni a Iglesias.

“Eravamo circondati, da non so quante forze di polizia, ma proprio circondati e temevamo che tentassero di farci venire fuori a forza, ancora oggi posso dire in tutta tranquillità che non ci sarebbero riusciti.”

A cura di Tratti Documentari
Voci e memorie di Manlio Massole e Silvestro Papinuto
Musica: Difondo

Il tema del concorso “Liberi di sbagliare” è tratto dal celebre racconto “Ferro” di Primo Levi in cui l’autore descrive l’esperienza vissuta in montagna con Sandro Delmastro come “la carne dell’orso”.

– E per scendere?
– Per scendere vedremo, – rispose; ed aggiunse misteriosamente: – Il peggio che ci possa capitare è di assaggiare la carne dell’orso -. Bene, la gustammo, la carne dell’orso, nel corso di quella notte, che trovammo lunga.
Scendemmo in due ore, malamente aiutati dalla corda, che era gelata: era diventato un maligno groviglio rigido che si agganciava a tutti gli spuntoni, e suonava sulla roccia come un cavo da teleferica. Alle sette eravamo in riva a un laghetto ghiacciato, ed era buio. Mangiammo il poco che ci avanzava, costruimmo un futile muretto a secco dalla parte del vento e ci mettemmo a dormire per terra, serrati l’uno contro l’altro. Era come se anche il tempo si fosse congelato; ci alzavamo ogni tanto in piedi per riattivare la circolazione, ed era sempre la stessa ora: il vento soffiava sempre, c’era sempre uno spettro di luna, sempre allo stesso punto del cielo, e davanti alla luna una cavalcata fantastica di nuvole stracciate, sempre uguale. […] Ma tornammo a valle coi nostri mezzi, e al locandiere, che ci chiedeva ridacchiando come ce la eravamo passata, e intanto sogguardava i nostri visi stralunati, rispondemmo sfrontatamente che avevamo fatto un’ottima gita, pagammo il conto e ce ne andammo con dignità.
Era questa, la carne dell’orso: ed ora, che sono passati molti anni, rimpiango di averne mangiata poca, poiché, di tutto quanto la vita mi ha dato di buono, nulla ha avuto, neppure alla lontana, il sapore di quella carne, che è il sapore di essere forti e liberi, liberi anche di sbagliare, e padroni del proprio destino.

Questa storia partecipa al Blogger Contest.2017

Esodo 126

Visto da una carrozza il mondo si muove con grazia, tra il dentro e il fuori non c’è un muro, c’è invece il tempo di fermarsi ad ascoltare. La carovana è un inesauribile gomitolo che svolge il suo filo per unire le isole umane di un arcipelago Mi piace pensare alla Sardegna come il laboratorio di un modo di vivere alternativo: vite da “resistenti”, con una predisposizione al moto continuo, alla migrazione. Quella dei sardi, in partenza e di ritorno, ma anche quella dei migranti che giungono ora in Sardegna dopo peripezie assurde e mortali. Voglio associare le storie di questi migranti a quelle di Carlos e Erwin fuggiti dal loro Cile, ma anche a quella di sardi andati via alla ricerca di lavoro e prospettive – come Anacleto, diventato legionario per non fare il minatore – e a volte tornati, magari nella generazione successiva. Il viaggio è il luogo naturale per gli incontri e per la riflessione scaturita da esperienze molto diverse tra loro. Nei paesaggi di un territorio sfruttato e abbandonato a se stesso, in contrasto con le atmosfere magiche che la natura riesce ancora a creare, l’isola porta con sé le tracce degli esodi che l’hanno attraversata. Anche del mio. Da quando ho lasciato la Sardegna, più di vent’anni fa, nella mia vita si alternano ciclicamente avvicinamenti prudenti e distacchi improvvisi dall’isola. La sua attrazione fatale sembra pari solo alla necessità di andarmene via. Ogni volta che torno la scopro un po’ più a fondo, sempre più a modo mio, con l’illusione di capire un giorno da dove vengo.

Giuseppe Casu

Una produzione Sitpuntocom, Tratti Documentari, Fabbrica del Cinema, Bottega Miller, ISRE.

Link:
www.esodo126.it
pagina fb esodo126
Carovana Balacaval