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Abruxia

Sono passati vent’anni e sembra storia di oggi. Una storia di lotte operaie, gallerie occupate, speranze deluse: quelle dei minatori della Sim (gruppo Eni) che, il 20 maggio del 1992, si barricano nella miniera di San Giovanni minando l’ingresso principale con l’esplosivo. Una protesta estrema dopo l’annuncio della società di Stato di chiudere i battenti. È il primo di 35 giorni di occupazione.

Quando l’ENI sospende i licenziamenti, tutti tornano a casa, vittoriosi, ma è solo una tregua, qualche mese dopo lʼoccupazione riprende, dura 76 giorni e termina per lo sfinimento degli scioperanti: nessuno viene licenziato ma le miniere chiudono.

Oggi, il tempo delle miniere è custodito nelle gallerie allagate, tra i resti dei villaggi minerari, dietro una barba, tra le pagine di vecchi registri, nelle acque rosse che attraversano le dune, nelle scelte di un maestro, nella voce di una lampada a carburo.
Buio, paga, pericolo, acqua, vagone, laveria, esplosivo, paura, perforatrice, bedaux, occupazione, cronometro, turno, galleria, minerale, pozzo…sono alcune parole che abitano questo passato, seguendole abbiamo incontrato il senso del Noi, la dignità nel lavoro e l’irrefrenabile desiderio di poter lasciare qualcosa di buono ai figli…
quantomeno la storia di chi eravamo.

Gianluca Stazi: regia, registrazioni, montaggio, mix
Giuseppe Casu: scrittura, ricerca e sviluppo, location
Manlio Massole: memoria
Paolo Ferri: supporto tecnico
Grazia Vinci: consulenza artistica

anno: 2012
durata: 30′

Abruxia ha vinto il Premio Marco Rossi 2012
indetto da Radio Articolo 1 con la collaborazione di Audiodoc e il patrocinio della FNSI (Federazione Nazionale Stampa italiana)

Premio giornalistico Sabrina SgangaQuestione di stili 2013
Menzione Speciale:
“Per la cura e la qualità redazionale ed editoriale che rendono il lavoro documentario fortemente evocativo e di grande impatto. Le battaglie sindacali dei minatori della SIM del gruppo ENI, sono ricordate nel viaggio attraverso le gallerie allagate e i resti dei villaggi minerari, in un racconto denso di emozioni e ben articolato che fanno dell’opera un lavoro di grande pregio.”

Passaggi radio:
Radio3 Rai, Il cantiere, il 19 maggio 2012
Radio Flash (Torino, 97.6), 15 ottobre 2012
Radio Kairos (Bologna, 105.85), 17 ottobre 2012
Radio Popolare Roma (Roma, 103.3), 20 ottobre 2012
Radio Beckwith (Torino e Cuneo, 87.80), 20 ottobre 2012
Radio Città Fujiko (Bologna, 103.1), 21 ottobre 2012
Radio Beckwith (Torino e Cuneo), 21 ottobre 2012
Radio Kairos (Bologna) 8:30, 21 ottobre 2012

Ascolti collettivi:
Roma, libreria Anomalia, centro di documentazione anarchica, 26 giugno 2012

RadioArticolo1

Mercoledì 24 ottobre 2012
RADIOARTICOLO1 ha trasmesso il lavoro vincitore del Premio Marco Rossi 2012: “Abruxia
Giuseppe Casu è stato ospite della trasmissione condotta da Emiliano Sbaraglia.

Ecco la presentazione di Abruxia e l’intervista a Giuseppe.

Link esterno: radioarticolo1

Abruxia vince il Premio Marco Rossi

Vincitori dell’edizione 2012 del Premio Marco Rossi
sono Giuseppe Casu e Gianluca Stazi
con il loro audio documentario “Abruxia

Premio Marco Rossi

Il Premio Marco Rossi indetto da Radio Articolo 1 con la collaborazione di Audiodoc e
il patrocinio della FNSI (Federazione Nazionale Stampa italiana) è destinato a programmi, servizi e documentari radiofonici dedicati al tema del lavoro, ai suoi molteplici significati, e in tutte le sue possibili declinazioni.
Il Premio vuole essere un riconoscimento al tentativo di raccontare un tema tanto vasto e complesso e spesso oscurato dai grandi media: il lavoro come fatica, identità, realizzazione, dignità; il lavoro a tempo indeterminato, in nero, in affitto, la precarietà e il non lavoro; il lavoro di cura, nelle sue molteplici implicazioni sulla vita individuale e sociale delle donne e degli uomini.

La giuria del Premio, presieduta da Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio3,
è composta da Daniele Biacchessi (Radio24), Altero Frigerio (RadioArticolo1), Silvia Garroni (Repubblica Tv), Anna Maria Giordano (Radio Rai), Andrea Giuseppini (Audiodoc), Antonio Longo (Mdc), Giorgio Nardinocchi (LiberEtà), Roberto Secci (Articolo21).

Per la categoria A (Servizi d’informazione) la vincitrice è Benedetta Aledda con “Spalatore di neve offresi“.
Per la categoria B (Approfondimenti) si è aggiudicata il premio Cinzia Franceschini con “Terra“.
Per la categoria C (Documentari, inchieste, reportage) il premio è stato assegnato a Marcello Anselmo con “Gente di mare“.
Menzione speciale a Alessia Rapone con “Parole in cuffia“, Magica Fossati e Marina Freri con “Bye Bye Italy” e Agnese Franceschini con “Al lavoro“.

Il lavoro in tutte le sue declinazioni come fatica, identità, realizzazione, dignità; il lavoro a tempo indeterminato, in nero, in affitto, la precarietà e il non lavoro; il lavoro di cura, nelle sue molteplici implicazioni sulla vita individuale e sociale delle donne e degli uomini. Ma anche il lavoro in tempo di crisi con le testimonianze di uno dei lavoratori dell’Alcoa di Portovesme, degli “esodati” che hanno scelto “volontariamente” di lasciare il proprio posto di lavoro per “far largo ai giovani”. E ancora le esperienze di “uomini e donne di comunicazione” e di giornalisti che hanno messo a confronto le proprie esperienze e che chiedono ai media locali e nazionali di tornare a fare “inchieste” e di “approfondire” le tante sfaccettature del lavoro in Italia. E le storie delle lotte di questi anni per difendere il lavoro in Italia, le battaglie per la difesa dell’Articolo 18 raccontate dai rappresentanti sindacali della CGIL.