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Il Sottosopra



In uno straordinario sforzo di autorappresentazione e guidati dall’amore per il loro mondo ora scomparso, i minatori della Sardegna tornano su Radio3 per offrirci un prezioso strumento per capire chi siamo oggi, leggendo il nostro passato recente, con il cuore in mano e nel profondo della Terra.

In onda dal 30 aprile al 4 maggio, alle 19:50 su Tre Soldi, Rai Radio3
Ascolta il podcast

Il Sottosopra
un progetto di Tratti Documentari

a cura di Gianluca Stazi e Giuseppe Casu

in collaborazione con i minatori del Sulcis Iglesiente

Il tempo delle miniere è custodito nelle gallerie allagate, tra i resti dei villaggi minerari, nelle acque rosse che attraversano le dune, nelle scelte di un maestro, nella voce di una lampada a carburo, in un vecchio nastro magnetico…

Buio, paga, pericolo, acqua, vagone, laveria, esplosivo, paura, perforatrice, bedaux, occupazione, cronometro, turno, galleria, minerale, pozzo.
Sono alcune parole che abitano questo passato, seguendole abbiamo incontrato il senso del Noi, la dignità nel lavoro e l’irrefrenabile desiderio di poter lasciare qualcosa di buono ai figli… Quantomeno la storia di chi eravamo.

Capitolo 1: Vuoto
30 aprile, alle 19:50 su Radio3 Rai

Silvestro lavora in miniera da quando ha 23 anni, è figlio di minatore, figlio della miniera, fa l’amore con la montagna.

“La chiamo babbo la miniera, la chiamo padre perché mi ha dato da mangiare, mi ha dato da vivere, la miniera, mi ha insegnato a vivere, il babbo non ti coccola, il padre non ti coccola, ti pesta, se fai una cosa che non va bene ti rimprovera e la miniera è lo stesso, stai attento, devi rigare dritto, perché se non righi dritto quella ti fa male; politicamente, mi ha insegnato tante cose, mi ha dato tutto quello che mi serviva e perciò la chiamo padre.
Nos narraus unu fueddu: a ki mi ‘ona pani du tzerriaus babbu. Chi mi dà pane lo chiamiamo babbo.”

Capitolo 2: Buio
1 maggio, alle 19:50 su Radio3 Rai

Manlio a 40 anni lascia l’insegnamento per andare a lavorare in miniera ma, per conoscere se stesso e questo nuovo mondo, deve assumere il ruolo più infame: il cronometrista.

“Nella vita probabilmente dovevo proprio fare questo, andare al buio, nel buio, andare sottoterra, andare a conoscere altri uomini assolutamente diversi da me per storia e per cultura, nel senso di sensibilità, di conoscenza più profonda dell’uomo, dell’uomo in genere non soltanto dell’uomo minatore, dell’uomo in genere.”

Capitolo 3: L’ultimo nastro di Carrogu
2 maggio, ore 19:50, Radio3 Rai

Antonio ci conduce nelle viscere della montagna, tra mostri meccanici e gli ultimi protagonisti di una storia millenaria.

“L’ansimare, il rimbombo del feroce animale che si addentra nel budello della montagna… Presenze preistoriche, mostri antidiluviani si annidano dentro questo budello. Nulla ci è dato di vedere, solo polvere… Sembra di essere nell’antro delle streghe.”

Capitolo 4: La volta armata
3 maggio, ore 19:50, Radio3 Rai

Una storia di lotte operaie, gallerie occupate, speranze deluse: quelle dei minatori della Sim (gruppo Eni) che, il 20 maggio del 1992, si barricano nella miniera di San Giovanni minando l’ingresso principale con l’esplosivo.

“Quello non fu uno sciopero normale come tanti prima di allora, era stata rivolta…
Eravamo circondati, da non so quante forze di polizia, ma proprio circondati e temevamo che tentassero di farci venire fuori a forza, ancora oggi posso dire in tutta tranquillità che non ci sarebbero riusciti.”

Capitolo 5: Deserto
4 maggio, ore 19:50, Radio3 Rai

Ora che le miniere sono chiuse, ora che il temuto deserto avanza intaccando l’orgoglio di aver partecipato a una grande lotta, Manlio e Silvestro tentano di trasmetterci un messaggio…

“Ha vinto l’ultima battaglia, il padrone che fosse stato o che fosse padrone privato, ma noi abbiamo vinto giorno per giorno, ogni giorno di sciopero è stata una vittoria nostra.
Io sono uscito in lotta, ho avuto questa grande fortuna.”

“Quello che ci hanno insegnato i nostri padri non siamo riusciti a insegnarlo ai nostri figli. Bisogna parlarne, per non dimenticare, questo è importante.”

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