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Programma PremioAudioDoc 2014

Premio AudioDoc, edizione 2014
fare, ascoltare, scoprire lʼaudio documentario

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Sette i titoli finalisti che concorrono alla prima edizione del Premio AudioDoc, la sezione competitiva dedicata agli audio documentari, a cura di Audiodoc e Tratti Documentari. Gli ascolti delle opere finaliste avverranno in presenza degli autori. La Giuria popolare assegnerà al miglior documentario il Premio AudioDoc, dal valore di 1000 euro.

Il Premio AudioDoc si inserisce nellʼambito di “Contest, il documentario in sala”, la rassegna dedicata al cinema del reale che si svolge dal 27 maggio al 1 giugno prossimi al Nuovo Cinema Aquila a Roma.

PROGRAMMA

Martedì 27 maggio

Sala 1

Ore 18:00 Urtisti e peromanti: venditori di souvenir a Roma di Giovanni Piperno
Ore 19:00 A questo punto, viaggio in un possibile NORD-EST prossimo venturo di Jonathan Zenti

Mercoledì 28 maggio
Sala 1

Ore 18:00 Cʼera una volta il telefono di Anna Raimondo
Ore 19:00 CIE di Stefano Liberti e Gabriele Del Grande

Giovedì 29 maggio
Sala 3

Ore 18:00 Ero ora sono di Davide Tosco
Ore 19:00 Ucraina, terra di confine di Anais Poirot-Gorse
Ore 20:00 Condominium. Come ti rompo le scatole di Alessia Rapone

Domenica 1 giugno
Sala 1

ore 18:30 Cerimonia di premiazione

INFO
Nuovo Cinema Aquila, Via l’Aquila, 66, Roma – 06 7039 9408
Premio AudioDoc, dal 27 al 29 maggio – INGRESSO LIBERO

mail: info@tratti.org

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Premio AudioDoc 2014_FINALISTI

Contest, il documentario in sala” dal 27 maggio al 1 giugno al Nuovo Cinema Aquila a Roma

Sette i titoli finalisti che concorrono alla prima edizione del Premio AudioDoc, la sezione competitiva dedicata agli audio documentari, a cura di Audiodoc e Tratti Documentari. Le proiezioni sonore delle opere finaliste avverranno in presenza degli autori. La Giuria popolare assegnerà al miglior documentario il Premio AudioDoc, dal valore di 1000 euro.
Ringraziamo i 35 autori che hanno candidato lavori al Premio, per il supporto e la passione.

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A questo punto
viaggio in un possibile NORD-EST prossimo venturo

di Jonathan Zenti
Italia, 2013, 58’

C’era una volta il telefono
di Anna Raimondo
Italia, 2014, 40’

CIE
di Stefano Liberti e Gabriele Del Grande
Italia, 2013, 24’

Condominium. Come ti rompo le scatole
di Alessia Rapone
Italia, 2014, 18’

Ero ora sono
di Davide Tosco
Svizzera, 2013, 25’

Ucraina, terra di confine

di Anais Poirot-Gorse
Svizzera, 2014, 27’

Urtisti e peromanti: venditori di souvenir a Roma
di Giovanni Piperno
Italia, 2014, 33’

PER CHI SUONA IL PAESAGGIO 2014

PER CHI SUONA IL PAESAGGIO 2014
Meeting italiano FKL [Forum Klanglandschaft] sul paesaggio sonoro

Secondo incontro fra operatori, sound artists, studiosi e persone interessate al tema del paesaggio sonoro, promosso da FKL [Forum Klanglandschaft]
Nei giorni dal 2 al 4 maggio si svolgeranno a Firenze, nello spazio delle Murate , de Il Vivaio del Malcantone, di La Corte Arte Contemporanea, lezioni, workshop, seminari, sessioni di ascolto.
Il tema del rapporto fra i suoni dell’ambiente e l’essere umano sarà affrontato secondo il punto di vista di diverse discipline, e costituisce la fonte dell’ispirazione delle diverse proposte sonore.
Parleranno musicisti, musicologi architetti, antropologi, matematici linguisti, nonché operatori ed altro ancora. Presenteranno i loro lavori e mostreranno particolari aspetti della ricerca sui suoni del mondo che ci circonda e di come influiscono sulla nostra vita.

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PROGRAMMA COMPLETO SU: paesaggiosonoro.it

Premio AudioDoc 2014_BANDO

Come scava in profondità, il nostro udito! Pensate a tutto quello che significa capire da qualcosa che hai solo ascoltato. La divinità di avere un orecchio! Non è, come minimo, un fenomeno semi-divino essere scagliati tra i torti più reconditi di un’esistenza umana in virtù di null’altro che questo: starsene là seduti, al buio, a sentire quello che si dice?” (P. Roth)

Si chiama “Contest, il documentario in sala” ed è la rassegna dedicata al cinema del reale che si svolge dal 27 maggio al 1 giugno prossimi al Nuovo Cinema Aquila a Roma. Si chiama Premio AudioDoc il concorso di audio documentari che quest’anno si lega alla quarta edizione della rassegna cinematografica e invita alla partecipazione e all’ascolto di opere sonore edite e inedite a tema libero.

Organizzato dall’associazione di audio documentaristi indipendenti Audiodoc e Tratti Documentari, il Premio intende favorire una più ampia cultura dell’ascolto legata alla rappresentazione della realtà in tutte le sue forme.

In finale arriveranno sei audio documentari valutati da una giuria popolare e da alcuni esperti del settore. Al miglior audio documentario sarà assegnato un premio di 1.000 euro.
È possibile far parte della giuria del pubblico compilando la richiesta di partecipazione disponibile sul sito del Nuovo Cinema Aquila all’indirizzo: http://www.cinemaaquila.com/contest-il-documentario-in-sala/ L’organizzazione nominerà la giuria sulla base delle candidature pervenute e dopo una selezione de visu dei proponenti.

“Contest, il documentario in sala” si inserisce quest’anno all’interno del progetto “Altre Visioni Mondo, un festival lungo un anno per un cinema in Comune”, sostenuto e con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, la Creatività e Promozione Artistica del Comune di Roma.

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Regolamento Premio Audio Doc
1. La partecipazione alla sezione Audio Documentario è gratuita e aperta a tutti, senza limiti di età o nazionalità. I documentari, in lingua italiana, possono essere inediti o trasmessi da emittenti italiane o estere, purché messi in onda a partire dal 1° gennaio 2013.
2. La scheda di iscrizione e i materiali richiesti devono essere inviati entro il 30 aprile 2014.
3. La Direzione artistica della sezione audio documentario si riserva il diritto inappellabile della selezione.
4. L’Organizzazione nominerà una giuria popolare che, insieme ad alcuni esperti del settore, verrà incaricata di assegnare un premio di 1000 € all’autore del miglior audio documentario.
5. Gli ascolti verranno programmati dal 27 maggio al 1 giugno 2014 al Nuovo Cinema Aquila (Via l’Aquila, 66 – Roma), sarà necessaria la presenza dell’autore.
6. Con la sottoscrizione della scheda di iscrizione e l’invio della stessa all’indirizzo dell’Organizzazione, gli autori accettano il presente regolamento e si impegnano ad osservarlo.
7. L’organizzazione si riserva il diritto di variare all’ultimo momento il calendario dell’attività.

Materiali richiesti:

1. Scheda di iscrizione completa.
2. Sinossi, trascrizione dell’audio documentario.
3. Locandina (alta risoluzione 300dpi) e foto inerenti l’audio documentario.
4. Breve biografia e foto autore.
5. Trailer in versione Mp3 (320Kbps – 48kHz)
6. Audio documentario in versione Mp3 (320Kbps – 48kHz)
Inviare a direzione@tratti.org e audiodoc@audiodoc.it utilizzando il servizio di trasferimento file preferito.


Leggi il Bando del Premio AudioDoc con il regolamento e ulteriori informazioni.
Scarica la Scheda di iscrizione

Ricordando Antonio

In occasione della Sartiglia 2014 e delle manifestazioni ad essa collegate,
l’Associazione culturale Tratti Documentari presenterà a Oristano la proiezione del film “Senza Ferro” (53′ – 2009)
allo scopo di rendere omaggio ad Antonio Casu e al lavoro da lui fatto coi giovani negli ultimi trent’anni.

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Antonio è prematuramente scomparso lo scorso mese di novembre e la proiezione di “Senza Ferro” – un film che lui ha particolarmente voluto e amato – vuole essere un’occasione per rendere omaggio a un personaggio di sicuro riferimento per il mondo della Sartiglia, della Sartigliedda, per lo sport e la cultura di Oristano.

Antonio è stato sartigliante e componidori negli anni ’50, ideatore della Sartigliedda, creatore della scuderia “Giara Club – Is Pariglias”, dove negli ultimi 30 anni, sotto la sua guida, sono cresciuti sportivamente tantissimi dei sartiglianti di oggi.

Nel 1991 è stato insignito della Maschera d’argento, l’ambito riconoscimento della Confartigianato di Oristano. La motivazione dell’assegnazione di quel premio ben delinea la figura di Antonio Casu:  ”Per la sua straordinaria vocazione alla vita equestre, tesa unicamente alla esaltante scrupolosa e faticosa preparazione dei ragazzi quali futuri e autentici cavalieri della Sartiglia in tantissimi anni di vita operativa. Per il prezioso contributo alla valorizzazione del Torneo Oristanese in Italia e all’estero con la continua e spettacolare presenza della sua scuola equestre protagonista assoluta e messaggera di una lontana e salda cultura mediterranea che resiste al tempo, perché atavicamente legata ai valori primari di un limpido mondo contadino ancora integro, produttivo e saldo che nella storia è storia per il prestigio al mondo Giudicale e per il contributo odierno di crescita e di speranza nell’orizzonte culturale Arborense”.

Lunedi 24 febbraio 2014, ore 18:00
Sala Centro Servizi Culturali UNLA, Oristano.

54° FESTIVAL DEI POPOLI

Segnaliamo l’anteprima mondiale di EU013, L’ULTIMA FRONTIERA al 54° Festival dei Popoli
Festival Internazionale del Film Documentario, a Firenze dal 30 novembre al 7 dicembre 2013.

Siamo stati felici di aver incontrato e sostenuto gli autori Alessio Genovese e Raffaella Cosentino nella realizzazione del loro prezioso film.

Appuntamento a Firenze, lunedì 2 dicembre, Spazio Alfieri, ore 21:00

eu013 giulio piscitelli

EU013, L’ULTIMA FRONTIERA
Ogni anno migliaia di cittadini stranieri vengono trattenuti all’interno dei Centri di Identificazione ed Espulsione (C.i.e.) italiani per non avere un regolare permesso di soggiorno. Possono restarvi rinchiusi fino ad un anno e mezzo senza aver commesso reato e senza essere stati condannati da un giudice. La detenzione amministrativa in Europa è la conseguenza estrema del funzionamento delle frontiere all’interno dell’area Schengen.

L’ultima frontiera parte dalla descrizione della frontiera come luogo, spazio in cui vengono messe in pratica le scelte della politica comunitaria. Sono gli operatori della polizia di frontiera di Ancona e Fiumicino, seguiti nelle normali procedure di controllo e contrasto all’immigrazione irregolare, a mostrarci il funzionamento di tale spazio. Il tentativo è quello di descrivere l’idea che oggi è alla base dell’affermazione di una identità europea diversa da tutto ciò che non lo sia.

I C.i.e. sembrano essere la conseguenza estrema di questa idea. Per la prima volta in Italia, il Ministero dell’Interno ha autorizzato una troupe cinematografica ad entrare in queste strutture. Il muro di silenzio che circonda i C.i.e. e chi vi è rinchiuso si è aperto, in via del tutto eccezionale, al nostro breve passaggio per poi richiudersi nell’indifferenza di tutti i giorni. Sono luoghi che si raccontano da soli, istituzioni totali che ci ricordano i lager e i manicomi, dove a farla da padrone è la violenza, fisica e mentale. Gli “ospiti”, come vengono chiamati i trattenuti, sono persone private della loro identità. Finiscono rinchiusi per i motivi più svariati. La maggior parte di loro ha perso il permesso di soggiorno per effetto della crisi, molti altri hanno finito di scontare una pena in carcere, pochissimi sono quelli che arrivano dagli sbarchi. La percentuale più alta non viene rimpatriata. Allo scadere dei diciotto mesi vengono rilasciati con un foglio di via con il quale devono uscire dal territorio nazionale italiano entro pochi giorni. Molti di loro non vengono più riconosciuti dai loro consolati, se escono dal nostro per andare in un altro paese europeo vengono fermati e rimandati in Italia dove vengono riportati in un C.i.e. per altri diciotto mesi. Una storia assurda che sembra non finire mai.

Regia: Alessio Genovese
Soggetto e realizzazione: Raffaella Cosentino e Alessio Genovese
Fotografia: Bruno Fundarò
Presa Diretta: Andrea Colaiacomo
Montaggio: Dario Indelicato
Musiche originali: Alessandro Librio
Sound Editor: Gianluca Stazi
Grafica: Matteo Mangonara

Link:
Zabbara
Festival dei Popoli

Roma, Cinema Trevi

Incontro con il Cinema Sardo”, Giovedi 17 ottobre presso il cinema Trevi, vicolo del Puttarello 25.

Ore 17.00
Senza ferro” di Giuseppe Casu (2009, 53’)

Ore 18.00
Manca solo il mare” di Cristina Agostini e Giuseppe Casu (2010, 41’)

Ore 19.00
L’amore e la follia” di Giuseppe Casu (2012, 60’)

Ore 20.45
incontro con Cristina Agostini, Giuseppe Casu e con il i critico Giulio Latini
introduce Antonio Maria Masia e modera Alessandra Peralta

“Ilva, c’era una rivolta”, presentato al Lucca Film Festival

Da “loschermo.it” – Gianluca Testa

loschermo

LUCCA, 24 settembre – “Qua ogni famiglia ha il suo morto da piangere per enfisema polmonare”, racconta una voce matura, triste, consapevole. “Sempre più spesso in giro vediamo persone camminare con la mascherina e la bomboletta dell’ossigeno in mano”. Non stiamo parlando di zone di guerra né di terre colpite da chissà quale attacco chimico. Al centro di tutto questo c’è Taranto con la ‘sua’ acciaieria Ilva. Qua ci sono madri che nei seni hanno latte contaminato da diossine e donne che madri non la saranno mai per il crescente e diffuso numero di aborti. “A Taranto non nascono più bambini”, dicono. E quelli che invece hanno la fortuna – o la disgrazia? – di nascere si portano dietro malattie talmente gravi che non toccherebbero neppure all’anziano e più incallito fumatore.

Così Taranto lotta, combatte e resiste all’ombra dell’acciaieria che continua a contare i propri morti. Anche all’interno della fabbrica siderurgica, anche negli spazi sottoposti a sequestro. Due operai hanno trovato la morte proprio lì, dove non dovevano né potevano essere.

Questa forte testimonianza, empatica e ben costruita, passa attraverso l’audio-documentario “Ilva, c’era una rivolta“, realizzato dalla giornalista di Rai Radio3 Ornella Bellucci con l’aiuto di Gianluca Stazi. E questa mattina – in un incontro moderato da LoSchermo.it – ad ascoltarlo e discuterne con l’autrice, accompagnata dalla collega e scrittrice Flavia Piccinni, c’erano oltre quaranta ragazzi. Molti dei quali neppure sapevano cosa fosse l’Ilva.

Ebbene, questa storia che si muove a cavallo tra due secoli, emblematica della nostra cara Italia, mettendo insieme il tema del lavoro e della disoccupazione con tutte le declinazioni più devastanti che una vicenda così fatta può avere (dal problema ambientale a quello della salute), ha catturato la loro attenzione. E per un’ora e mezzo in molti occhi si è acceso un interesse sincero.

Ci piace pensare che ‘Audio documentari in città’ – nuova sezione del Lucca film festival in cui prima ancora dell’immagine a raccontare sono ‘solo’ parole, suoni e rumori – rappresenti di fatto un terreno vergine in cui coltivare passioni, contenuti, storie. Ovviamente col pretesto della comunicazione e dei nuovi e vecchi linguaggi. Perché anche nell’era dei social network, dove la radio si ascolta in podcast e la tv si guarda su internet, non vada persa la funzione nobile della parola. Ed è un bene che questi audio-documentari escano dalla ghettizzazione di festival di nicchia o di concorsi dedicati.

“In quella fabbrica ha lavorato anche mio madre. All’Ilva lavorano anche la maggior parte dei miei amici”, racconta Ornella. Gironalista, sì. Ma anche tarantina. “Raccontare Taranto, oggi, significa raccontare una piazza, un luogo compatto che parla di lavoro e d’ambiente. Ci sono mutazioni genetiche, i bambini non nascono più, i giovani emigrano altrove per trovare occupazione”.

Questa non è una storia lontana. Perché ci tocca da vicino. Proprio ieri, sul Corriere della Sera, Beppe Severgnini ha pubblicato una lettera. A scriverla è Alessandro Valente. Una lettera che si conclude così: “… Lo Stato dovrebbe proteggere prima il cittadino e la sua salute, poi viene tutto il resto. La vera arte della politica è contemperare tutte le esigenze, mentre ora vedo solo lobby al lavoro: la lobby della famiglia Riva che usa come sempre il ricatto occupazionale e che vuol apparire addirittura la vittima. La vittima è Taranto, non dimentichiamolo per cortesia”.

gianluca testa

Link:
www.loschermo.it
audiodocumentari in città