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Author Archives: gianluca

Blogger Contest di Altitudini.it


E’ uscito il bando del Blogger Contest di Altitudini.it
Due le sezioni: racconto breve e AUDIO STORIE!!!

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Il tema della 7a edizione prede ispirazione dal libro di Sylvain Tesson “Sentieri neri”:

“… erano i miei sentieri neri. Fornivano delle vie di fuga, erano luoghi dimenticati dove regnava il silenzio e non si incontrava mai nessuno. A volte i cespugli si richiudevano dopo ogni passo. Certi uomini sperano di passare alla Storia, noi preferivamo sparire nella geografia.”

Sylvain Tesson è uno scrittore e viaggiatore francese che, dopo un brutto incidente, decide di percorrere la Francia a piedi, dalla Provenza alla Normandia. Tesson racconta la sua terra natia come un paesaggio impervio e sconosciuto, che si rivela soltanto percorrendo vie secondarie, i “sentieri neri”.

Gli autori del Blogger Contest sono così chiamati ad esplorare sentieri e antiche vie non più percorse che riescono a portarci in luoghi che parlano soltanto a noi, che risuonano con la parte di noi che spesso non vogliamo vedere e preferiamo ignorare.
Non per forza devono essere dei sentieri, possono essere dei percorsi qualsiasi, in qualsiasi ambiente naturale, da fare a piedi, di corsa, in bicicletta, con gli sci…
Ma anche una scelta di vita, un cambio di rotta, un prendere di petto i nostri limiti. E nemmeno il centro di gravità deve essere per forza la montagna. Fate camminare la fantasia.

Per partecipare c’è tempo fino al 31 dicembre 2018. 
Per saperne di più basta consultare la pagina del Blogger Contest sul sito www.altitudini.it

Il Sottosopra



In uno straordinario sforzo di autorappresentazione e guidati dall’amore per il loro mondo ora scomparso, i minatori della Sardegna tornano su Radio3 per offrirci un prezioso strumento per capire chi siamo oggi, leggendo il nostro passato recente, con il cuore in mano e nel profondo della Terra.

In onda dal 30 aprile al 4 maggio, alle 19:50 su Tre Soldi, Rai Radio3

Il Sottosopra
un progetto di Tratti Documentari

a cura di Gianluca Stazi e Giuseppe Casu

in collaborazione con i minatori del Sulcis Iglesiente

Ciao Paolo

“Passavamo sulla terra leggeri come acqua, come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta.”

Per chi volesse dare l’ultimo saluto a Paolo,
i funerali si terranno il 19 marzo alle ore 11:00, parrocchia Santa Maria Regina Mundi, via Alessandro Barbosi 6, Roma.

Raccontami una storia

Ogni primo e terzo mercoledì del mese
ci incamminiamo verso la Biblioteca Comunale di Tivoli.
Se ci incontri sulla via, seguici e vieni ad ascoltare la fiaba che racconteremo!

Raccontami una storia
Biblioteca Comunale di Tivoli, Piazza del Tempio d’Ercole, 1
Mercoledì, 21 febbraio, ore 17:00

Ingresso gratuito

Informazioni
tratti.org/fiabe/

Contatti
info@tratti.org

La rassegna “Raccontami una storia” è a cura dell’Associazione Culturale Tratti Documentari
ed è patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Tivoli.

IsReal

Felici di essere stati ospiti della prima edizione di ISREAL Festival di cinema del reale
Nuoro 6-10 aprile 2016

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“Il presagio del ragno” a Carbonia

MEMORIE DAL FUTURO
Inaugurazione di EX-DI’ Memorie in movimento-La Fabbrica del Cinema.

DOMENICA 20 DICEMBRE
ore 18.00
c/o Cine-Teatro Centrale, piazza Roma

INCONTRO CON IL REGISTA GIUSEPPE CASU
Anteprima regionale
Il presagio del ragno” Italia 2015, b/n, 63’

Reti, zavorre, cavi e ancore. Sguardi, gesti, silenzi e risa. Attesa paziente e sforzo finale. Nel respiro di un tempo senza tempo…
Tra terra e mare un nucleo compatto di uomini configura la trama di un’avventura che perdura da sempre: la pesca del tonno rosso. Ultimi interpreti di una millenaria tradizione, radicalmente estranei alle dominanti procedure di cattura industriale di questa pregiata risorsa, dischiudono con i toni e i timbri del loro sapiente lavoro un intenso squarcio sulla relazione insidiosa tra locale e globale. Parlando la lingua trasparente di un’autentica sostenibilità a fronte del cieco avanzare di un disegno di sviluppo sempre più intollerabilmente iniquo.

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Il presagio del ragno

Recensione di Sara Galignano per Cinemaitaliano.info

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Il presagio del ragno” è un poema in bianco e nero: lirico e narrativo insieme.

Con costanza e dedizione, il regista Giuseppe Casu segue per una stagione (febbraio-luglio) i lavori di allestimento di una tonnara fino all’epilogo che prevede la pesca dei tonni rossi nel mare di Sardegna.

Grazie a una notevole qualità artistica ed empatica dello sguardo, la visione del documentario consente un’immersione quasi fisica nella ritualità legata al millenario mestiere del tonnarolo (continuamente a “rischio estinzione”), dove distanza e prossimità dell’obiettivo si alternano continuamente. L’inquadratura a volte si restringe su singoli gesti del lavoro (una mano, un pennello, poche maglie di una catena); in altre occasioni si allarga al gruppo, e in questi casi l’intensità del ritmo e il coordinamento dei movimenti conferiscono alle immagini una componente quasi teatrale (quando si tratta delle operazioni di rilascio di palloni, ancore e reti dirette dal “rais”, ma soprattutto quando il gesto ritmato e indimenticabile di decine di mani che allacciano i nodi delle reti riempie gli occhi con l’incedere di una danza).
Ed è come se fossimo quasi lì con loro, nascosti dietro ai numerosi oggetti che il regista sovente mette in primo piano, costruendo così una profondità di sguardo che si allinea su diverse prospettive, una delle quali è la nostra. Così entriamo in gioco.

Visto il contesto quasi atemporale della narrazione (che vuole suggerire la continuità di un ruolo più della sua attualità) la scelta del bianco e nero non stupisce (anche se – o forse soprattutto – raggiunta dal regista lavorando per sottrazione dal colore): dal bianco lattiginoso dei cieli iniziali, che avvolge i protagonisti in una dimensione che sembra lontana nel tempo (ma in parte anche nello spazio), alla stasi finale, dove la tonnara vuota e abbandonata viene cullata dall’immensa distesa marina, che nel grigiore diffuso trasmette un senso di abbandono e desolazione, di quiete dopo la tempesta, di tutto ciò che l’azzurro del mare non sarebbe stato in grado di evocare così bene.

Una riflessione a parte merita l’efficacissima colonna sonora: sempre opportuna, in grado di fare un passo indietro come di invadere lo schermo. In gran parte originale, con l’utilizzo di un’elettronica d’atmosfera dai suoni materici, a volte accompagnata da suoni gutturali che evocano i canti dei cori maschili sardi, lascia spazio alla radio in un momento centrale della narrazione, e ai rumori d’ambiente quando la necessità è dare un ritmo e un’intensità che solo la vita vera sa trasmettere. Perla assoluta la scelta sonora che accompagna il climax finale verso quella che dovrà essere la cattura dei tonni: come in un girone dantesco l’uomo diventa figura mitica e il rituale diventa un valore assoluto, tanto da rendere inutile la conclusione più scontata.

In ultimo, due parole sul titolo, che il regista stesso commenta come un’immagine che, sempre più persistente, si è insinuata nella sua mente nel rivedere le immagini durante il montaggio: il ragno (tessitore di reti) che ha il presagio (per definizione cattivo) di una rete vuota, di una pesca inutile, di una cattura impossibile.

09/10/2015
Sara Galignano

CinemAmbiente 2015

Il presagio del ragno” in concorso a CinemAmbiente 2015
il più importante festival cinematografico europeo dedicato all’ambiente.

Torino, Cinema Massimo, 7 ottobre, ore 20:15
ingresso libero

cinemambiente-2015

Cinemambiente.it